Seconda puntata, nuovo giro nuova corsa!
PREMESSA: Sul post precedente.
Non voglio che dal mio blog traspaia una cosa che potrebbe trasparire dal post precedente, perché effettivamente è parte delle mie esperienze. Ossia che sia normale e soprattutto desiderabile fare sesso con persone con cui non ci sono forti sentimenti positivi e legami. Amore se vogliamo.
Sono convinto che in rapporti dove c'è amore, ogni richiesta di tipo sessuale, da entrambe le parti, sarà sempre ben accetta sia perché abbastanza ragionevole, sia perché il piacere di accontentare l'altro è gratuito.
Quindi si, effettivamente ecco uno dei motivi per cui spesso non funzionano le richieste, le fantasie particolari etc. Non c'è il sentimento necessario dietro.
Certo, si potrebbe anche trovare la donna "più maschile" e che in quanto tale è contenta di allietare anche quando non ci sono grandi sentimenti in gioco. E questo è l'incipit del nuovo argomento di oggi.
A letto le donne sono egoiste, gli uomini altruisti.
Questa la mia tesi di oggi.
Partiamo subito con l'esempio tipico: il sesso orale. Ho notato che alle donne risulta difficile capire "cosa ci trovi di bello l'uomo nel dare sesso orale alla donna". Suona strana la frase. Cunnilingus, comunque. Leccare, succhiare, trastullare clitoride e altre zone erogene femminili nei suoi pressi.
La mia reazione numero 1: "COSA CI TROVIAMO!?!??!?? COOOOSAAA CIIII TROVIAAAMOOOO!?!??!?" - Non c'è uomo a cui non piaccia farlo. E dico PIACCIA FARLO. Certo, se è bello ciò che si ha davanti (donne, mi dispiace, ma c'è chi fra voi ha delle belle parti intime, chi no. Fatevene una ragione!)
Parte subito il paragone con la donna che pratica fellatio. Che ce lo ciuccia, insomma. Ecco che la risposta non è mai "perché ci piace" (salvo il suddetto caso/premessa dei sentimenti molto forti). La donna lo fa perché "sa che ci fa piacere". Da quello che so, molte di queste donne non sono mai riuscite a provocare l'orgasmo in questo modo. E a noi è abbastanza chiaro il perché.
L'uomo tutto vuole, meno che le pratiche sessuali siano fatte "svogliatamente" e "solo per fare un favore". Soprattutto quelle attive come la fellatio. Per paragonare: se noi facessimo cunnilingus come loro fanno fellatio, ci direbbero che non siamo buoni e che è meglio che lasciamo perdere i preliminari. Cosa che fra l'altro se dicessimo noi a loro riguardo la fellatio, le offenderebbe moltissimo, per carità...! :D
E invece l'uomo quando si tuffa nel muffin (hehhe) ci da dentro, si lascia andare, manco pensa più a quello che fa, non ha nemmeno bisogno di distinguere bene dove sta leccando, tanto è tutto un turbinio di lingua, un vorace banchetto!! E alla donna quando è così PIACE. Scopre persino zone erogene nuove, oppure non sa manco identificarle perché.... Perché in realtà quello che l'ha eccitata molto è stata proprio la voracità. La foga.
Lo stesso vale per noi e il sesso orale donatoci dalla donna.
MA.... La donna (italiana), raramente ci mette quella passione, quella foga.
Spesso è perché c'è la famosa paura "Poi cosa penserebbe di me". Ma in realtà se si va a scavare c'è qualcosa di peggio dell'aspetto religioso/culturale, che del resto se fosse unica causa, dovrebbe essere una di quelle proibizioni che si prova gusto a rompere, o che comunque dovrebbe risultare un freno che a mala pena tiene a bada la voracità e la perversione che dovrebbero albergare nella femmina, non è così?? Non è così.
Si va a scavare e si scopre che, come ben sappiamo, per loro è UMILIANTE se i nostri fluidi le finiscono in bocca o li vicino. UMILIANTE!??? Ragazzi, se le donne emettessero fluidi a spruzzo quando vengono (c'è chi sembra lo faccia), chi non ne sarebbe addirittura GOLOSO, chi non se li vorrebbe far SPARARE IN FACCIA mentre facciamo cunnlingus e lei viene potentemente!??
Beh, potrei concludere, come il mio blogger preferito già citato, di cui trovate i link affianco fra i "Blogs I like", che la sessualità femminile sia per forza di cose passiva. Che non ci sia rimedio. Che per avere la quantità di "passione" che vogliamo nelle pratiche sessuali, dobbiamo rassegnarci o ad avere una recita (come nel caso delle pornostar... FORSZE..!! XD Perché non credo sia sempre recita) oppure ad andare con un trans.
E invece no, ho una teoria. Si tratta di un'altra forma di indottrinamento ed è collegata alla legge già citata secondo cui le donne farebbero anche volentieri quello che vorremmo, se solo non glie lo chiedessimo. Se vogliamo potrebbe essere la ragione dietro quella legge. Ed è che le donne studiano a scuola la storia, spesso con insegnanti donne, e c'è tutto un indottrinamento del fatto che "per quasi tutta la storia umana, la donna è stata succube dell'uomo, costantemente umiliata e costretta a fare tutto ciò che l'uomo voleva". Prima cosa, che non starò a dimostrare, non penso assolutamente che ciò sia vero. Seconda cosa, che invece è il fulcro del mio discorso, è che credo che questa (dis)informazione che si inculca nelle donne fin da quando sono piccole, le porti a rifiutare appunto qualsiasi cosa che sia l'accontentamento del maschio, se non c'è un tornaconto. E ciò a letto si traduce in egoismo.
Signori, quante cose facciamo e letto gratuitamente, senza tornaconto? Non so voi, io praticamente tutte. Per me il piacere sta proprio nel dare piacere. Il fatto che la donna si sia allontanata così tanto da questa cosa così semplice, secondo me non può essere una sua qualità intrinseca.
Anche se poi il fatto che ritornino ad essere altruiste quando "c'è amore", fa riflettere...
- Translation coming soon!
L89: The Shadowsea
"... An ocean below the ocean, a lightless realm of horror called the Shadowsea..."
martedì 30 ottobre 2012
domenica 28 ottobre 2012
Sexonomicon - I
Avevo detto che avrei parlato di sesso, beh, non mi voglio smentire! :)
Parte la serie "Sexonomicon", in doppia lingua perfino, perché mi son rotto di non poter mai parlare di sessualità come mi pare e piace e/o di non avere abbastanza interlocutori. Non che qui ne raccoglierò molti...
Beh, partiamo subito perché voglio essere breve... Unico preambolo: contestualizzate tutto alla mia esperienza, principalmente con donne italiane (adulte?) di età tra i 22 e i 30. Quindi se generalizzo, è perché generalizzo all'interno di una certa categoria un po' ristretta.
Tema di oggi (e di chissà quanti altri giorni): le donne che si sentono "svilite" o (parolina magica) "oggettificate" dai gusti sessuali dell'uomo, o per lo meno dell'uomo classico, secondo me ben rapresentato da me...
Spieghiamoci subito con una foto. Le donne vedono ogni giorno (davvero, su cataloghi e riviste femminili!!) immagini di donne che (fra le altre cose) PRENDONO IL SOLE... Così:
No, il fatto secondo me è che la donna ha paura di non stare alle aspettative a letto. E come sempre quando si ha una paura di non riuscire in qualcosa, si finisce per realizzare esattamente quello che si teme. Perché ragionevolmente, in teoria, se una ha paura di non essere abbastanza sexy, si rende più sexy. Quindi accessori quali scarpe, calze, lingerie etc a letto li usa. Invece loro probabilmente associano innanzitutto l'immagine della prostituta a queste cose e poi comunque le vedono come cose da "sesso di alta categoria" e quindi è un "personaggio che non sono abituate a interpretare" (del resto l'80% delle donne (e degli uomini) sono "anasessuali", quindi è li il problema, vedi questo interessantissimo post di Uriel Fanelli e il suo seguito).
Quindi niente, difficilissimo. Poi chiamiamo in causa anche la famosa (per chi la conosce) Legge che recita: "Le donne vanno volentieri incontro ai desideri degli uomini, purché essi non lo chiedano." - Et voilá, va in vacca ogni richiesta "esotica" (manco fossero fruste e manette) dell'uomo che vuole un minimo di miglioramenti estetico-sensuali a letto.
So in their minds, it is cool and "fashionable" for a woman to sunbath while sporting elaborate bikinis and shoes that you could very well see in the Apartment of that Mike we all know (heheh I don't want to write the exact trademark, the Italian post got it worse even! :-D)... So why the hell should it be "objectifying" to WEAR SHIT LIKE THIS WHEN FUCKING?!?
Parte la serie "Sexonomicon", in doppia lingua perfino, perché mi son rotto di non poter mai parlare di sessualità come mi pare e piace e/o di non avere abbastanza interlocutori. Non che qui ne raccoglierò molti...
Beh, partiamo subito perché voglio essere breve... Unico preambolo: contestualizzate tutto alla mia esperienza, principalmente con donne italiane (adulte?) di età tra i 22 e i 30. Quindi se generalizzo, è perché generalizzo all'interno di una certa categoria un po' ristretta.
Tema di oggi (e di chissà quanti altri giorni): le donne che si sentono "svilite" o (parolina magica) "oggettificate" dai gusti sessuali dell'uomo, o per lo meno dell'uomo classico, secondo me ben rapresentato da me...
Spieghiamoci subito con una foto. Le donne vedono ogni giorno (davvero, su cataloghi e riviste femminili!!) immagini di donne che (fra le altre cose) PRENDONO IL SOLE... Così:
Quindi per loro è "bella" e "fashion" l'immagine di una che prende il sole con costumi elaborati e delle scarpe che non sfigurerebbero in un certo Appartamento di Mike (tm)... Quindi...
Pper quale cazzo di motivo dovrebbe essere svilente o oggettificante METTERSI ROBA COSÌ QUANDO SI TROMBA?!?
Ehhh... Ce ne sono di motivi, vero? "Ma quando si fa sesso si dovrebbe apprezzare la persona così com'è, come mamma l'ha fatta". Certo e magari anche con tutti i peli con cui mamma l'ha fatta, vero? (Argomento per un prossimo post, segnato...)
No, il fatto secondo me è che la donna ha paura di non stare alle aspettative a letto. E come sempre quando si ha una paura di non riuscire in qualcosa, si finisce per realizzare esattamente quello che si teme. Perché ragionevolmente, in teoria, se una ha paura di non essere abbastanza sexy, si rende più sexy. Quindi accessori quali scarpe, calze, lingerie etc a letto li usa. Invece loro probabilmente associano innanzitutto l'immagine della prostituta a queste cose e poi comunque le vedono come cose da "sesso di alta categoria" e quindi è un "personaggio che non sono abituate a interpretare" (del resto l'80% delle donne (e degli uomini) sono "anasessuali", quindi è li il problema, vedi questo interessantissimo post di Uriel Fanelli e il suo seguito).
Quindi niente, difficilissimo. Poi chiamiamo in causa anche la famosa (per chi la conosce) Legge che recita: "Le donne vanno volentieri incontro ai desideri degli uomini, purché essi non lo chiedano." - Et voilá, va in vacca ogni richiesta "esotica" (manco fossero fruste e manette) dell'uomo che vuole un minimo di miglioramenti estetico-sensuali a letto.
Per quanto riguarda poi la loro paura di "sembrare zoccole", qui azzardo io la legge, o meglio una logica osservazione su questo fatto: se le prostitute si vestono così è solo perché attirano più clienti e quindi sono semplicemente abbigliamenti che accendono la sensualità maschile, ben prima di essere abbigliamenti "da troia". Ma niente, alla donna italiana puzza troppo qualsiasi faccenda in cui si accostano a distanze anche solo orbitali il suo essere con la parola "puttana", quindi si evita. A letto, per lo meno... (Guardale in discoteca invece!!)
Altra ragione? Ne è pieno, come vedete una più stupida dell'altra. Eccone un'altra: la lingerie particolare e i vari accessori del caso sarebbero "belli solo se usati per le grandi occasioni, altrimenti diventano volgari". Qui c'è la biologia femminile al lavoro... Non c'è niente da fare... Siamo davanti alla donna che "per tenersi stretto l'uomo" (senza faticare), postpone al massimo le cose che l'uomo vuole, promettendo però che verrà il momento giusto. Classico. E così, facciamoci cento trombate da pecora (e non a pecorina, sarebbe svilente!! Ma no dai, quello va bene, è "passionale"..! :D), per farne una da leoni, quando le si potrebbe fare tutte da leoni, ma certo...
Tanto ne abbiamo tante di vite per divertirci a letto, non vi pare??
_________________________________________
So, I had declared I would have talked about sex. Well, I comply! :)
Today I start the "Sexonomicon" ongoing series, in two languages even, because I'm sick of never being able to talk about sex things as much as I like and/or not having enough people to share the talk. Not that I hope of having many readers here...
Well, let's get right to the point... Only a very small "disclaimer" first: you have to contextualize everything to my experience, which is mostly limited to Italian (adult?) women, between 22 and 30 years old. So, if I generalize, I generalize within a somewhat restricted category nonetheless.
Today's subject (and the subject of many other future posts I guess): women who feel "downplayed", "vulgarized", or, let's say the magic word, "objectified" by the sexual tastes of men, or at least of the classic man, of which I think I'm a typical exemplar...
Let's be clearer by posting a picture. Women watch everyday (in catalogs and magazines targeted to a female audience, seriously!!) pictures of other women who (among many other things) SUNBATH dressed like THIS:
So in their minds, it is cool and "fashionable" for a woman to sunbath while sporting elaborate bikinis and shoes that you could very well see in the Apartment of that Mike we all know (heheh I don't want to write the exact trademark, the Italian post got it worse even! :-D)... So why the hell should it be "objectifying" to WEAR SHIT LIKE THIS WHEN FUCKING?!?
Ehhh.... There are many reasons, right? "When having sex, the person should be appreciated as she is, like her mom made her". Yeah right, maybe even with all the hair that is natural to the person, huh? (Subject of another post, gotcha...)
No, the problem IMO is that the woman feels like she's not up to the demands of the man. And as always, when someone is scared of being or not being something, he/she only increases the chances of making that something happen. Because, following logic, in theory, if you are scared of not meeting men's expectations in bed, you try to get sexier. So accessories like high heels, lingerie etc. are right what you need.
But NO, probably they associate these things first of all with the stereotype of the whore, or anyway they see them as things for "higher category sex" so "it is not a character they're used to impersonate" (after all, 80% of the women (and men) in the world are "anasexual", which doesn't have anything to do with "anal sex", it basically meas that they live sexuality as something they can study, impersonate, or imitate, never as something they can just do the way they feel like. You should read the blog posts about this theory by famous blogger Uriel Fanelli, but they're in Italian. They're here and here anyway.)
But NO, probably they associate these things first of all with the stereotype of the whore, or anyway they see them as things for "higher category sex" so "it is not a character they're used to impersonate" (after all, 80% of the women (and men) in the world are "anasexual", which doesn't have anything to do with "anal sex", it basically meas that they live sexuality as something they can study, impersonate, or imitate, never as something they can just do the way they feel like. You should read the blog posts about this theory by famous blogger Uriel Fanelli, but they're in Italian. They're here and here anyway.)
So bad luck, it's hard to get a woman to "sex up" for sex. I can even cite the famous (for those who know it) law which says: "Women are happy to comply to the desires of men, until men ask them to." - Et voilá, every "exotic" request (as if I was talking about whips and shackles) of a man who wants a bit of aesthetic-o-sensual enhancement in bed, ends up nowhere near the objective.
Concerning their fear of "looking like a slut" then, I'll give a shot at writing a law myself, or better yet just a logic observation about the whole matter: if prostitutes or pornstars dress how they dress, it's because they attract more males like that, so they're clothes and accessories that spark men's imaginations, much before being "slutty clothes and accessories". But nothing, the Italian woman stays the fuck away from anything that could even slightly associate the word "slut" with her, so she stays away from that shit. In bed at least.... (Have a look at them when they go dancing, for a change!!)
Another reason? It's full of reasons for saying no to these things, for women; each one sillier than the next. Here's one: elaborate lingerie and other sexy accessories are "beautiful only if used for rare occasions, or they become vulgar". Here we're face to face with women's biology dudes... Dead end... It's the woman who "to keep her man tight" (without breaking a sweat), postpones to the maximum everything the man wants, but promising that the day will come in which she will satisfy his desires. Classic. That's what it is: let's do it a hundred days like sheep (and not literally, cause that would be doggy style and it's vulgar! Well actually no, let's do it... It's not vulgar, it's "passionate"..! :D ) to finally fuck one day like lions, when we could fuck every single day like lions, actually... [This comes from the Italian saying "Meglio vivere un giorno da leoni che cento da pecora", google it :P]
After all, we'll live plenty of lives to satisfy all our sex needs and fantasies, won't we guys??
Flying
Hello material plane! Sono giorni da sogno qui nell'Abisso, bisogna immortalarli. E a proposito di piani di esistenza, abissi etc, il fatto principale è proprio che qui si sta emergendo sul serio.
Il primo passo è stato rileggere quel libro il cui autore ha il cognome del genio musicale della seconda metà del 700, famoso per musica sacra. E il cui titolo è nome, cognome e specie del volatile marino protagonista (non sono diventato più bimbominkia di quanto l'esistenza stessa di questo blog potrebbe far credere, mi sto proteggendo dalla/e possibile/i googleatrice/i a cui ho prestato il libro in questione, di cui una la ragazza citata nel post precedente, che quindi non deve trovare questo blog).
Ebbene, in questo famoso libro, che già mi ricordo mi aveva fatto un effetto bellissimo la prima volta che lo lessi, ho trovato la rivelazione dell'anno. Forse degli ultimi 2 o 3 anni. Ebbene sì... Io l'abisso che abito da un paio d'anni (non quello interiore, quello esteriore), me lo sono costruito io. Era un rifugio per scappare dalla verità, ma stranamente una verità molto bella: che sono fottutamente libero. Unico cavillo: la libertà va allenata giorno per giorno.
In pratica: devo allenarmi per uscire dalla mia situazione. E l'allenamento stesso è la situazione che vado cercando. Il mezzo e l'obiettivo coincidono. Il ché è una tremenda semplificazione della vita per me, anche se potrebbe essere (sempre stata) ovvia. Per risolvere il mio problema basta... Risolvere il problema. Incredibile eh? Si, è incredibile come io non ci abbia mai provato. L'avevo anche scritto in post precedente direte voi (voi..?), ma il fatto è che come sempre, finché le cose non te le senti spiegare, finché non vedi una "prova", finché non ti dicono "Guarda che ce la puoi fare, guarda che la strada è questa, devi solo camminare e le gambe ce le hai"... Non si procede. Beh, ora si procede. Si.
Di nuovo ha avuto un influsso questa ragazza, ma stavolta è stato casuale. E proprio come avevo scritto, la spinta a migliorare, partita magari da lei, ha finito col diventare mia completamente. È stata come un avviamento a pedale del motore: una volta avviato va da sè. Lei ci ha messo il (bel) piedino che spinge il pedale. E il libro ha messo il carburante. Certo, servirà altro carburante prima o poi, ma adesso bruciamo questo. Ah e poi non è detto che finisca: anche la mia memoria si può allenare e fintanto che mi ricorderò la rivelazione, ci sarà carburante.
Sto scrivendo questo post offline, ma so già che finirò per linkare una canzone abbastanza meno dark del solito, se non molto light... Vedremo domani!
Oh yeah... :)
Il primo passo è stato rileggere quel libro il cui autore ha il cognome del genio musicale della seconda metà del 700, famoso per musica sacra. E il cui titolo è nome, cognome e specie del volatile marino protagonista (non sono diventato più bimbominkia di quanto l'esistenza stessa di questo blog potrebbe far credere, mi sto proteggendo dalla/e possibile/i googleatrice/i a cui ho prestato il libro in questione, di cui una la ragazza citata nel post precedente, che quindi non deve trovare questo blog).
Ebbene, in questo famoso libro, che già mi ricordo mi aveva fatto un effetto bellissimo la prima volta che lo lessi, ho trovato la rivelazione dell'anno. Forse degli ultimi 2 o 3 anni. Ebbene sì... Io l'abisso che abito da un paio d'anni (non quello interiore, quello esteriore), me lo sono costruito io. Era un rifugio per scappare dalla verità, ma stranamente una verità molto bella: che sono fottutamente libero. Unico cavillo: la libertà va allenata giorno per giorno.
In pratica: devo allenarmi per uscire dalla mia situazione. E l'allenamento stesso è la situazione che vado cercando. Il mezzo e l'obiettivo coincidono. Il ché è una tremenda semplificazione della vita per me, anche se potrebbe essere (sempre stata) ovvia. Per risolvere il mio problema basta... Risolvere il problema. Incredibile eh? Si, è incredibile come io non ci abbia mai provato. L'avevo anche scritto in post precedente direte voi (voi..?), ma il fatto è che come sempre, finché le cose non te le senti spiegare, finché non vedi una "prova", finché non ti dicono "Guarda che ce la puoi fare, guarda che la strada è questa, devi solo camminare e le gambe ce le hai"... Non si procede. Beh, ora si procede. Si.
Di nuovo ha avuto un influsso questa ragazza, ma stavolta è stato casuale. E proprio come avevo scritto, la spinta a migliorare, partita magari da lei, ha finito col diventare mia completamente. È stata come un avviamento a pedale del motore: una volta avviato va da sè. Lei ci ha messo il (bel) piedino che spinge il pedale. E il libro ha messo il carburante. Certo, servirà altro carburante prima o poi, ma adesso bruciamo questo. Ah e poi non è detto che finisca: anche la mia memoria si può allenare e fintanto che mi ricorderò la rivelazione, ci sarà carburante.
Sto scrivendo questo post offline, ma so già che finirò per linkare una canzone abbastanza meno dark del solito, se non molto light... Vedremo domani!
Oh yeah... :)
Carpe Noctem
Una notte di dolori, la scorsa notte. Questa un po' meno. Ogni volta che torno all'attività fisica faccio qualche errore madornale. Nell'ultimo caso, mancanza di riscaldamento adeguato e stretching.
Ho il Latissimus Dorsi infiammato, non riesco ad alzare le braccia dritte.
Se mi ordinano di mettere le mani in alto, la finisco sparato, perché non ci vanno.
Una notte di preparazione, questa.
Mi rendo presentabile, preparo le cose che servono, penso alle cose che devo fare, portare, dare.
Cosa che non faccio quasi mai e poi mi lamento delle conseguenze.
Ma si sa, incontrare una donna che davvero piace, può dare quella botta di energia che serve a migliorarsi.
È un rapporto bellissimo quello che sta nascendo in amicizia, ma sta nascendo così piano... E sento di dover migliorare così tanto per essere all'altezza di questa persona, che non so se ce la farò.
So che per piacerle dovrei SOLO migliorare quel tanto che serve per piacere A ME. Fare il mio dovere, principalmente. Solo questo. Ma dato che sono anni che non ci riesco (o che non ci provo?) risulta dura.
Si, mi meriterei di fallire allora. Ma posso sempre invertire la tendenza, posso sempre impegnarmi. E lo farò, o meglio ancora: lo sto facendo.
È brutto fare "per qualcun altro" cose che si dovrebbe fare per sé, ma se non riesco a farle per me da anni, ogni strada che mi possa portare alla riuscita è buona. Anche quella di migliorare per piacere alla ragazza migliore che abbia mai conosciuto.
È una idiosincrasia, credo, della sub-cultura nazional-popolare italiana odierna, quella di dire "io faccio le cose solo per me stesso". "Io vado in palestra per sentirmi meglio con me stesso". "Io mi faccio bella solo per me stessa." - MA VAFFANCULO! Io le cose invece le faccio anche per piacere alle persone che mi interessano. Soprattutto, le faccio più volentieri in questi casi. Nella mia natura, nel mio carattere, c'è questa componente. E la devo sfruttare, mi da energia. È un "bonus circostanziale", in termini ludici: un "+4 ai check per migliorare sé stessi, quando c'è una ragazza che interessa di mezzo". E perché non dovrei usarlo? Serve anche e soprattutto a me del resto.
Ho il Latissimus Dorsi infiammato, non riesco ad alzare le braccia dritte.
Se mi ordinano di mettere le mani in alto, la finisco sparato, perché non ci vanno.
Una notte di preparazione, questa.
Mi rendo presentabile, preparo le cose che servono, penso alle cose che devo fare, portare, dare.
Cosa che non faccio quasi mai e poi mi lamento delle conseguenze.
Ma si sa, incontrare una donna che davvero piace, può dare quella botta di energia che serve a migliorarsi.
È un rapporto bellissimo quello che sta nascendo in amicizia, ma sta nascendo così piano... E sento di dover migliorare così tanto per essere all'altezza di questa persona, che non so se ce la farò.
So che per piacerle dovrei SOLO migliorare quel tanto che serve per piacere A ME. Fare il mio dovere, principalmente. Solo questo. Ma dato che sono anni che non ci riesco (o che non ci provo?) risulta dura.
Si, mi meriterei di fallire allora. Ma posso sempre invertire la tendenza, posso sempre impegnarmi. E lo farò, o meglio ancora: lo sto facendo.
È brutto fare "per qualcun altro" cose che si dovrebbe fare per sé, ma se non riesco a farle per me da anni, ogni strada che mi possa portare alla riuscita è buona. Anche quella di migliorare per piacere alla ragazza migliore che abbia mai conosciuto.
È una idiosincrasia, credo, della sub-cultura nazional-popolare italiana odierna, quella di dire "io faccio le cose solo per me stesso". "Io vado in palestra per sentirmi meglio con me stesso". "Io mi faccio bella solo per me stessa." - MA VAFFANCULO! Io le cose invece le faccio anche per piacere alle persone che mi interessano. Soprattutto, le faccio più volentieri in questi casi. Nella mia natura, nel mio carattere, c'è questa componente. E la devo sfruttare, mi da energia. È un "bonus circostanziale", in termini ludici: un "+4 ai check per migliorare sé stessi, quando c'è una ragazza che interessa di mezzo". E perché non dovrei usarlo? Serve anche e soprattutto a me del resto.
He stirs in the darkest waters,
An ancient demon no mortal remembers.
Not even those deep rocks have memory of it,
But he remembers all.
He remembers all the horrors and the void,
Of the murky depths that cradled it,
And the light above.
So distant,
Yet set to conquer it he was.
Conquer it again.
Lasciate ogne speranza...
Straight up: qui si esprimono quei pensieri e sentimenti troppo negativi o troppo positivi per essere associati con leggerezza a una persona fisica. Perché si: nemmeno le cose troppo positive sono ben viste nella società moderna di alcune nazioni che si dicono moderne. Ma soprattutto, è proprio il "troppo" che non va bene se associato a una persona. Beh, qui no ovviamente: questo è un luogo di eccessi e di libertà supremi.
Non sono mai stato per le parole anonime, ma ho capito che è un lusso ormai in questo mondo, un lusso che non mi voglio perdere, quello di esprimermi senza timore. Lo faccio anche con la mia vera identità di esprimermi, ma per quanto possa essere libero in quel modo, non lo sarò mai abbastanza. La possibilità stessa di raccontare cose sotto identità diversa è già di per sè una libertà non eguagliabile altrimenti.
Quali visitatori apprezzeranno questo blog? Ovviamente quei pochi di voi (molti anzi, in relazione ai visitatori totali) che sanno chi sono, ma anche tutti quelli che vogliono svagarsi leggendo "pensieri in formato raw". Ah e si parla molto di sesso, ora si eh?
Nonostante l'aspetto, il nome e il concetto "dark" di questo posto, l'oscurità qui è semplicemente il mezzo. Qui si scrive "col favore delle tenebre".
Perché il tema "abissale"? Primo perché mi affascina, ovviamente. Secondo perché tutti noi abbiamo un abisso dentro, infinito quanto nascosto e contenuto. Terzo perché di conseguenza, quello che riguarda il mio abisso potrebbe riguardare anche il vostro. Oppure no.
Quindi, "lasciate ogne speranza voi ch'intrate": non saprete mai cosa aspettarvi in questo posto e non c'è voglia di accontentare nessuno, tranne il padrone di casa.
Cheers!
Non sono mai stato per le parole anonime, ma ho capito che è un lusso ormai in questo mondo, un lusso che non mi voglio perdere, quello di esprimermi senza timore. Lo faccio anche con la mia vera identità di esprimermi, ma per quanto possa essere libero in quel modo, non lo sarò mai abbastanza. La possibilità stessa di raccontare cose sotto identità diversa è già di per sè una libertà non eguagliabile altrimenti.
Quali visitatori apprezzeranno questo blog? Ovviamente quei pochi di voi (molti anzi, in relazione ai visitatori totali) che sanno chi sono, ma anche tutti quelli che vogliono svagarsi leggendo "pensieri in formato raw". Ah e si parla molto di sesso, ora si eh?
Nonostante l'aspetto, il nome e il concetto "dark" di questo posto, l'oscurità qui è semplicemente il mezzo. Qui si scrive "col favore delle tenebre".
Perché il tema "abissale"? Primo perché mi affascina, ovviamente. Secondo perché tutti noi abbiamo un abisso dentro, infinito quanto nascosto e contenuto. Terzo perché di conseguenza, quello che riguarda il mio abisso potrebbe riguardare anche il vostro. Oppure no.
Quindi, "lasciate ogne speranza voi ch'intrate": non saprete mai cosa aspettarvi in questo posto e non c'è voglia di accontentare nessuno, tranne il padrone di casa.
Cheers!
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