domenica 28 ottobre 2012

Flying

Hello material plane! Sono giorni da sogno qui nell'Abisso, bisogna immortalarli. E a proposito di piani di esistenza, abissi etc, il fatto principale è proprio che qui si sta emergendo sul serio.

Il primo passo è stato rileggere quel libro il cui autore ha il cognome del genio musicale della seconda metà del 700, famoso per musica sacra. E il cui titolo è nome, cognome e specie del volatile marino protagonista (non sono diventato più bimbominkia di quanto l'esistenza stessa di questo blog potrebbe far credere, mi sto proteggendo dalla/e possibile/i googleatrice/i a cui ho prestato il libro in questione, di cui una la ragazza citata nel post precedente, che quindi non deve trovare questo blog).

Ebbene, in questo famoso libro, che già mi ricordo mi aveva fatto un effetto bellissimo la prima volta che lo lessi, ho trovato la rivelazione dell'anno. Forse degli ultimi 2 o 3 anni. Ebbene sì... Io l'abisso che abito da un paio d'anni (non quello interiore, quello esteriore), me lo sono costruito io. Era un rifugio per scappare dalla verità, ma stranamente una verità molto bella: che sono fottutamente libero. Unico cavillo: la libertà va allenata giorno per giorno.

In pratica: devo allenarmi per uscire dalla mia situazione. E l'allenamento stesso è la situazione che vado cercando. Il mezzo e l'obiettivo coincidono. Il ché è una tremenda semplificazione della vita per me, anche se potrebbe essere (sempre stata) ovvia. Per risolvere il mio problema basta... Risolvere il problema. Incredibile eh? Si, è incredibile come io non ci abbia mai provato. L'avevo anche scritto in post precedente direte voi (voi..?), ma il fatto è che come sempre, finché le cose non te le senti spiegare, finché non vedi una "prova", finché non ti dicono "Guarda che ce la puoi fare, guarda che la strada è questa, devi solo camminare e le gambe ce le hai"... Non si procede. Beh, ora si procede. Si.

Di nuovo ha avuto un influsso questa ragazza, ma stavolta è stato casuale. E proprio come avevo scritto, la spinta a migliorare, partita magari da lei, ha finito col diventare mia completamente. È stata come un avviamento a pedale del motore: una volta avviato va da sè. Lei ci ha messo il (bel) piedino che spinge il pedale. E il libro ha messo il carburante. Certo, servirà altro carburante prima o poi, ma adesso bruciamo questo. Ah e poi non è detto che finisca: anche la mia memoria si può allenare e fintanto che mi ricorderò la rivelazione, ci sarà carburante.

Sto scrivendo questo post offline, ma so già che finirò per linkare una canzone abbastanza meno dark del solito, se non molto light... Vedremo domani!



Oh yeah... :)

2 commenti:

  1. Ben harper direbbe: you find what you were after the pain and laughter brought you to your knees, but if the sun sets you free, you'll be free indeed!

    RispondiElimina